venerdì 25 settembre 2015

Insegne di Torino - Caffè Vini Emilio Ranzini

Le vediamo, le conosciamo, le riconosciamo, ma non ci soffermiamo mai ad osservarle davvero.

Mi capita spesso, quando sono in un'altra città di rimanere affascinata dalle insegne dei negozi, delle botteghe, degli alberghi, mi stupisco perché mi sorprendo a paragonarle a quelle di Torino; mi scopro incantata davanti ad un'insegna, è  antica, ha una storia che ignoro ma che si palesa davanti ai miei occhi e, vorrei conoscerla.
Le insegne raccontano in negozio, racchiudono in un'immagine tutta la storia, ed è da qui, da quelle più antiche, che vorrei partire per un piccolo viaggio alla scoperta delle insegne della Nostra Torino



Caffè Vini Emilio Ranzini 
Via Porta Palatina 9 
Questa insegna è del 1956, anno in cui Emilio Ranzini rilevò l'attività già esistente. Possiamo notare anche l'insegna Lavazza che risale ai primi anni sessanta e quella dell' Oransoda. Ovviamente il fascino di questa insegna si riflette anche negli interni del locale. 
Caffè, vini ed alcuni piatti tradizionali da gustare, come le polpette di carne, i tomini verdi o rossi e la lingua al verde! 


venerdì 5 settembre 2014

Ciao Beppe

In via Villa della Regina c'era un bar latteria, entrando si veniva catapultati nel passato, a destra il bancone bar con alti sgabelli per mangiare, a sinistra il banco degli affettati e nella saletta dietro tavolini ed il banco frigo per le bibite. Tutto fermo agli anni 60. Lì si sfornava il panino più famoso e più buono di Torino, il Piccantino. Beppe preparava e Fiorenzo faceva i conti, (e mai uno sconto) sempre pieno a pranzo, hanno sfamato generazioni di studenti, era come sentirsi a casa, Beppe sempre con il fornetto caldo, e quella ricetta un po' speciale: pane, arrosto di tacchino, salsa bernese, robiola Osella e quel mix di spezie segrete ed un po' piccantine.... 
Da un paio d'anni sento la mancanza del mio panino preferito, e del mio posticino preferito, ora ho l'amara certezza che tutto ciò rimarrà solo un ricordo, ma un bellissimo ricordo. 
L'enoteca della Contrada di Giancarlo ed Adelina e la latteria di Beppe e Fiorenzo rimarranno nel mio cuore, locali ricchi di storia e soprattutto di storie. 

giovedì 4 settembre 2014

Palazzo Carignano



PALAZZO CARIGNANO è un edificio storico costruito, per ordine di Emanuele Filiberto Il Muto, dall'architetto Guarino Guarini. I lavori iniziarono nel 1679 e si conclusero nel 1685.
Nel palazzo nacquero i sovrani Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Nel 1831 il palazzo venne ceduto al Demanio e vi alloggiò il Consiglio di Stato e la Direzione delle Poste. 
Nel 1848 venne destinato a sede della Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino e l'architetto Carlo Sada ne modificò il salone delle feste.
Nel 1861 con il primo Parlamento Italiano l'architetto Amedeo Peyron inizio i lavori per ingrandire l'aula preposta per le riunioni, ma non venne mai utilizzata perché la Capitale venne trasferita a Firenze.Intanto, nel 1863 venne ampliato l'edificio verso Piazza Carlo Alberto su progetto dell'architetto Domenico Ferri.
L'edificio rappresenta una delle opere più importanti del Barocco piemontese. La stupenda facciata alterna tratti concavi e parti convesse. 
I'imponente fregio presente sulla facciata "QVI NACQVE VITTORIO EMANUELE II" fu aggiunto nel 1884 da Carlo Ceppi.

La facciata posteriore è in stile eclettico, con pietra bianca e stucchi rosa, con lesene fastose e colonne.
 Essa era la facciata interna del palazzo quando fu residenza sabauda, questa facciata affaccia su quello che era il giardino interno ed oggi è piazza Carlo Alberto, il palazzo sì raccordava tramite mura di cinta alla struttura delle scuderie, oggi Biblioteca Nazionale.
Al centro della piazza la statua di Gioberti dello scultore Alberoni.

mercoledì 27 agosto 2014

Torino capitale della birra



Sabato e domenica Piazzale Valdo Fusi sarà capitale della birra, infatti lo spazio intorno ad Open Baladin ospiterà le celebrazioni per i 18 anni della birra artigianale di Teo Musso, che porterà a Torino quaranta tra i migliori birrai italiani con 160 etichette, e lavoreranno tutti insieme ad una "cotta" pubblica, ovvero realizzeranno il momento chiave della nascita della birra. Importante sarà anche il cibo, una chef belga specializzata in abbinamenti con la birra, lo chef Vittorio Castellani (chef kumalè) che porterà cinque grandi cucine di strada. 


Teo Musso ha anche inventato una nuova birra, la Pop, per celebrare la "pace" tra Open Baladin e  gli skater, che in piazzale Valdo Fusi hanno il loro skate Park, infatti proprio loro hanno disegnato l'etichetta di questa nuova birra e terrano corsi a bambini e ragazzi che vogliono avvicinarsi a questo sport.


 http://www.lastampa.it/2014/08/24/cronaca/appuntamenti/per-due-giorni-torino-sar-capitale-italiana-della-birra-rQkzKyCbsfHkj10TJeGCFI/pagina.html

domenica 17 agosto 2014

Piazzetta Università dei Mastri Minusieri

OPercorrendo via Barbaroux, ad un certo punto, si incontra la piazzetta Università dei Mastri Minusieri, oggi un po' abbandonata, fino a qualche anno fa animata dalla vita del Caffè Liber, ma sempre molto affascinante! 

"Il termine Minusiere, di origine francese, è da sempre, in Piemonte, sinonimo di falegname nel minuto, cioè di fino, in contrapposizione al mastro di grosseria ovvero il carpentiere; storia e geografia hanno sempre legato il Piemonte alla Francia e quindi sovente tecnica e terminologia del legno sono qui parenti di quelli francesi.
L'Università dei Minusieri di Torino nasce nel 1636; è una data simbolica in quanto l'Università quale organismo di regolazione professionale preesisteva forse dal 1200. Il più antico tra i documenti che ci sono conservati e che tradizionalmente si considera l'atto ufficiale di nascita dell'Università dei Minusieri, Ebanisti e Mastri di Carrozza di Torino è l'istrumento del 7 luglio 1636 per acquisto di una cappella (la prima entrando a sinistra) nella Chiesa conventuale parrocchiale di S.Maria di Piazza in vicolo S. Maria a Torino.
Tale chiesa era retta dai Padri Carmelitani e alla convenzione notarile del 7 luglio 1636 presenziò il Capitolo presieduto dal Priore Rev. Padre Domenico di S. Maria. Dall'altra parte stavano venti minusieri, con il loro sindaco Giovanni Battista Truccone.
La cappella in questione era destinata dalla Compagnia dei Minusieri a esercizi di devozione in particolare nei giorni dei SS. Giuseppe et Anna loro particolari protettori...
I minusieri si impegnavano a fondare, accomodare et abbellire la cappella , provvedendola di un bel quadro (attualmente è la Sacra Famiglia di Mattia Franceschini, pittore torinese allievo del Beaumont), di cancellata, paramenti e suppellettili ed a pagare in tre anni cinquanta lire d'argento da venti soldi l'una.
Questo accordo del 1636 con i padri Carmelitani di S.Maria di Piazza è importante non solo come atto di nascita simbolico della Società dei Minusieri ma come prova evidente della sua preesistenza. Il documento, in realtà, attesta che un organismo di categoria dei minusieri era anteriore a quegli anni, debitamente organizzato per agire giuridicamente in nome e per conto della Compagnia.
Il documento è interessante anche sul piano della storia religiosa di Torino, in quanto atto costitutivo di uno dei molti patronati su luoghi di culto e cappelle ad opera di associazioni di arti, mestieri e confraternite.



All'epoca infatti le varie compagnie di arti e mestieri avevano ognuna un santo patrono con cappelle nelle varie chiese della città; in Duomo: i Pittori e Scultori, i Chirurghi, i Calzolai, gli Orefici, i Panificatori riuniti nella Compagnia di S. Luca; nel complesso dei Gesuiti in via Dora Grossa (attuale via Garibaldi): i Banchieri, i Negozianti, i Mercanti, i Nobili e gli Avvocati; in S. Francesco: i Sarti, i Serraglieri, i Maestri da Muro, gli Scalpellini e gli Stuccatori luganesi, gli Speziali e i Notai.
Per altro la normativa più antica, mediante la quale i Minusieri torinesi disciplinano con approvazione sovrana la propria attività, risale a metà seicento; con un documento del 30 settembre 1654 essi sottopongono a Carlo Emanuele II un memoriale articolato in quattro punti perchè il Duca li approvi uno per uno e li renda così operanti con lettere patenti. Il motivo dichiarato che muove i supplicanti è quello di... servire al pubblico e ai particolari con quella qualità che si richiede in tal arte, senza doglianze tanto de' cittadini, che tra di loro medesimi... In realtà è trasparente l'intento di arginare gli abusivi e di procurarsi una giurisdizione speciale per le cont roversie di lavoro.

Nell'ambito degli artigiani del legno, a fianco dei Minusieri, vi sono gli Ebanisti; questi possono definirsi specialisti nella lavorazione dei mobili ad intarsio in ebano ed in altri legni pregiati e costituiscono una ristretta élite; infatti in età barocca l'ebanista è l'erede dell'antica arte della tarsia consistente nella connettitura di legni diversi a formare raffigurazioni a similitudine del mosaico e della pittura, come dice il Vasari, che definisce la tarsia mosaico di legname.
Le arti e i mestieri torinesi pur affondando le loro radici nel trecento, hanno nel 1600, 700, e 800 i secoli in cui i Minusieri e gli Ebanisti torinesi e piemontesi esprimono la più elevata misura della loro creatività, anzi, sono secoli per i quali si può parlare più propriamente di mobile piemontese.
Magnifiche immagini del mobile piemontese sono visibili in antiche chiese, musei, edifici pubblici storici e particolarmente nelle molte residenze sabaude in Torino e in Piemonte; alcuni grandi architetti hanno ispirato l'arte del mobile piemontese: basti pensare a Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri, il Tavigliano, il Randone, Pelagio Pelagi ed altri.
L'Università dei Minusieri cessa ufficialmente di esistere nel 1844 quando Carlo Alberto abolisce le corporazioni. Attualmente la Società dei maestri lagnaiuoli, ebanisti e carrozzai di Torino con i suoi 248 soci è l'erede spirituale di quell'Università; ha tuttora sede in vicolo Santa Maria 7, dove sono conservati vari cimeli ed è aperta al pubblico una volta all'anno, in ricorrenza della tradizionale festa, il 19 marzo, in onore di San Giusepe patrono dei falegnami.
È prevista prossima l'apertura presso Torino (nella Palazzina di Stupinigi) del Museo dei Minusieri in cui verranno trasferiti tutti i pezzi di collezioni già precedentemente esposti alla Biblioteca Nazionale di Torino e in altre sedi."
Tratto da 
http://www.comune.torino.it/canaleturismo/it/curiosare/minusieri.htm
 

venerdì 11 luglio 2014

HOLI FUSION FESTIVAL TORINO



12 luglio dalle 12 Holi Fusion Festival, un festival ispirato alla tradizionale festa induista  conosciuta come festa dei colori. Parco D'ora si tingerà di tutti i colori a ritmo di musica.
Holi è un'antica festa religiosa,celebra l'inizio della primavera, e la sconfitta del Bene sul Male, durante i festeggiamenti si arriva alla battaglia dei colori, il "gulal", con secchi di polvere colorata e acqua. Questa festa per gli indiani rappresenta forse uno dei pochi momenti in cui la popolazione si riunisce a festeggiare insieme senza differenze, e L'Holi Fusion Festival vuole essere questo, una celebrazione della bellezza e della vita.